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L’intuito di Coco Chanel di Claudio Spuri

Coco Chanel
Coco Chanel ritratta con il suo cane con indosso una maglietta a righe

La prima intuizione di Chanel

Parlare di storia per un indumento così semplice e allo stesso tempo così ricco e versatile non è facile. Meglio raccontare storie e curiosità che possano tracciare una alla volta un possibile sviluppo della t-shirt o che almeno siano da stimolo per ulteriori ricerche. L’evoluzione della maglietta è costituita da tante prime volte ognuna delle quali relativa a un ambito diverso e non esistono, a mio parere, né una data specifica di inizio né centenari recenti da festeggiare.
Una di queste prime volte riguarda un interessante incontro tra moda, innovazione e abbigliamento militare ed è una storia che vuole rendere omaggio a una grande stilista, Coco Chanel, e a due sue grandi intuizioni.
 
La prima intuizione fu la scelta del Jersey al posto dei tessuti convenzionali dell’epoca, che Chanel iniziò a usare a Deauville dopo l’apertura nel 1913 della sua seconda boutique. Il Jersey fino a quei momento era considerato un materiale non adatto alla sartoria e impiegato per la biancheria intima e per indumenti da lavoro. Utilizzata originariamente dai pescatori dell’Isola di Jersey, era una stoffa pesante, elastica, fresca ed economica. Chanel ne acquistò, dal fabbricante tessile Jean Rodier intorno al 1916, una grande fornitura rimasta invenduta e dunque a prezzo scontato e in pochi anni portò questa maglia, rivelatasi perfetta per la nuova immagine femminile, informale e dinamica della donna, all’attenzione del mondo intero e dell’Alta moda.
 
Si dice anche che il suo acquisto sia stato legato a ragioni legali in quanto, non ancora inserito tra le stoffe per l’abbigliamento femminile, il jersey diede la possibilità a Chanel di realizzare vestiti raggirando così un contratto di non concorrenza stipulato con un negozio vicino che la vincolava alla produzione esclusiva di cappelli. Il Jersey si rivelò una vera rivoluzione ed è ancora oggi molto usato per indumenti sportivi, casual e in particolare nella produzione di t-shirt.
Marinai francesi nei primi del 1900
Marinai francesi eni primi del 1900 con indosso le loro tipiche uniformi

La seconda intuizione di Coco Chanel

Anche la seconda intuizione venne dal mare, anch’essa dal canale delle Manica. Infatti durante il soggiorno, sempre a Deauville, Chanel incuriosita dai marinai francesi, ebbe l’idea d trasformare alcuni elementi della loro tipica uniforme in un classico dell’abbigliamento femminile. Uno di questi pezzi era la maglia a strisce orizzontali bianche e blu, anche detta Chemise Breton per via della sua origine bretone, in uso presso la Marina militare francese già a partire dal 1800 e ufficializzata dalla stessa grazie a un decreto del 27 marzo 1858 che ne stabiliva modalità d’uso, numero, grandezza e colore delle strisce.

All’inizio del 1900 lo stile marinaresco o alla marinara aveva già iniziato a uscire dalle navi e a diffondersi anche in ambienti sportivi e ricreativi ma sempre ad uso maschile o tra i bambini di ambo i sessi.
 
L’obiettivo di Chanel era quello di adattare un indumento maschile da lavoro alla realtà e al corpo di una donna e in effetti è quello che accadde nel giro di pochi anni, grazie ad abiti lunghi e corti, maglie e maglioni che consegnarono questo stile alla storia della moda e del costume.
Le maglie alla marinara di Coco Chanel si arricchirono anche della morbidezza e dell’elasticità del Jersey e anche se non furono mai delle vere e proprie t-shirt ne rappresentano senza dubbio un importante riferimento storico.
Claudio Spuri, Il tatuaggio di stoffa