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Intervista. Chi ha fatto i miei vestiti?

Giulia, Patrizia, Nicoletta e Delia
le ragazze della sartoria l'Orlando Furioso Giulia, Patrizia, Nicoletta e Delia.

la sartoria l'Orlando Furioso a Torino!

Loro sono Giulia, Patrizia, Nicoletta e Delia della sartoria l'Orlando Furioso e confezionano alcuni capi della collezione teeshare, a Torino. Partecipano all'iniziativa #whomademyclothes dell'organizzazione no profit Fashion Revolution. E' per me un onore poterle intervistare, lavorare e studiare con loro. 
 
Delia: "Avevo 8 anni scappavo dai compiti per andare a spiare mia cugina durante le sue lezioni di taglio e cucito".
Delia della Sartoria L’Orlando Furioso

Delia

Quando avevo 8 anni scappavo dai compiti per andare a spiare mia cugina durante le sue lezioni di taglio e cucito.
Tra esperimenti e vestitini per i bambolotti trascorrono gli anni delle elementari e delle medie; sempre più sicura di voler trasmettere la mia passione per il taglio e cucito attraverso l’insegnamento, frequento una scuola professionale.
Così iniziano le prime esperienze con piccoli gruppi di apprendiste sarte e aumenta la mia passione per la moda.  Nel 2010 comincio a collaborare con la Sartoria L’Orlando Furioso come sarta, oggi coordino e gestisco dieci corsi attivi in sartoria.
 
Patrizia: "Dopo la scuola ho iniziato a lavorare presso uno studio d’architettura ma presto ho deciso di dedicarmi completamente al cucito".
Patrizia della Sartoria L’Orlando Furioso

Patrizia

Sono nata tra fili, bottoni, tessuti e merletti, da piccolissima cucivo a mano gli abitini per le bambole recuperando gli avanzi dei tessuti della mamma che ovviamente era un’abile sarta. Incuriosita da tutte le arti manuali frequento prima il liceo artistico e poi l’Accademia di belle arti applicando e perfezionando le capacità sartoriali e di costruzione modellistica.
Dopo la scuola ho iniziato a lavorare presso uno studio d’architettura ma presto ho deciso di dedicarmi completamente al cucito.
Nel 2007, spinta da mio marito, la mia strada incontra quella dell’Orlando con il quale continuo a crescere sviluppando progetti riabilitativi e tutte le collezioni della sartoria.
 
Nicoletta: "tutti i regali per la mamma venivano cuciti insieme con la nonna e le coperte lavorate a maglia".
Nicoletta della Sartoria L’Orlando Furioso

Nicoletta

Da piccolina sono stata incuriosita da mia nonna che “trasformava” i tessuti tutto il giorno con forbici e filo, tutti i regali per la mamma venivano cuciti insieme e le coperte lavorate a maglia. Durante il liceo scientifico gli svaghi erano sempre artigianali, tra creazioni con il fimo e zaini inventati per gli amici; solo durante l’università (psicologia) e dopo vari lavoretti lascio tutto per dedicarmi completamente ad un corso professionale di taglio sartoriale, la consapevolezza che il lavoro occupa tutta la nostra giornata e quindi ci deve piacere è la chiave decisiva.
 
Nel 2004 vengo coinvolta da mia cugina, una psicologa incaricata di creare un progetto riabilitativo innovativo che vede all’interno del mestiere artigianale una chiave fondamentale per affrontare e risolvere gli strappi della vita, l’aiuto nella stesura tecnica di “Un progetto per ricucire” e dedicarmi all’apertura e alla gestione della Sartoria L’Orlando Furioso.
 
Giulia: "eravamo in cinque, giovanissimi e la prendevano come un gioco, divertente".
Giulia della sartoria L'orlando Furioso

Giulia

Ho imparato a cucire a 16 anni lavorando in una piccola sartoria artigianale in Romania, confezionavo abiti su misura per adulti e bambini. Eravamo in cinque, giovanissimi e la prendevano come un gioco, divertente. Da quel giorno non ho più smesso.
Sono passata a lavorare in fabbrica, da 12 alle 16 ore al giorno, poi in casa, come spesso capita alle sarte, fino a quando arrivata in Italia, ho bussato alla porta dell’Orlando Furioso. Quel giorno ho conosciuto Nicoletta e attraverso tanti cambiamenti, personali e lavorativi, seguo la crescita della sartoria insieme al team, ancora oggi unito, riscoprendo il gioco e la passione del cucito.
 
Felice di indossare teeshare cucita da voi.

Qual'è il tuo colore preferito?

Nicoletta: Verde acido
Patrizia: Rosso
Delia: Verde
Giulia: Nero
 
Vorrei essere per un giorno…
Nicoletta: Una rondine
Patrizia: Rita Levi Montalcini
Delia: Audrey Hepburn
Giulia: Kate Middleton
 
Quale capo di abbigliamento ti piace cucire o che lavoro preferisci fare in sartoria?
Nicoletta: mi piace progettare tagli nuovi, immaginare abbinamenti e scegliere tessuti inconsueti, quando posso scegliere cosa cucire preferisco il jersey.
Patrizia: mi piace tutto quello che non da problemi!
Delia: adoro cucire abiti da cerimonia, eleganti oppure abiti da sposa e insegnare ovviamente!
Giulia: A me piace cucire tutto tutto, in particolare i capi della nostra collezione.
 
 
Labelling collezione sartoria. foto Paolo Saglia
etichetta tessuta

Com'è nata l'idea della sartoria L'Orlando Furioso?

La sartoria nasce dall’esigenza di una cooperativa piemontese, di creare un luogo nuovo, alternativo all’interno del quale fare degli inserimenti lavorativi riabilitativi alle proprie utenti. Due psicologhe e Nicoletta hanno scritto e progettato l’insieme e gli spazi sviluppando l’idea di poter ricucire un pezzo di vita che ha subito uno strappo. Inizialmente la sartoria si occupava principalmente di riparazioni cercando di trasmettere il concetto che tutto è recuperabile e tutto si può reinventare dando una forma nuova magari più bella.
Il progetto vuole infatti fornire degli strumenti su due piani, uno pratico tecnico e l’altro ha come obiettivo fornire strumenti utili per affrontare le difficoltà della vita, infatti ogni gruppo è affiancato da un educatore ed uno psicologo.
Con il passare degli anni gli interventi si sono modificati, ampliati e rivolti a un pubblico più ampio, anche ai piccini!
 
All'opera! foto Paolo Saglia
sarte con stoffa e cartamodelli

Mi descrivete il processo produttivo per realizzare un capo di abbigliamento?

Ogni capo in sartoria viene prima di tutto progettato, o all’interno del team o con il cliente. Una volta determinato il cartamodello, il tessuto, le finiture ed eventuali decorazioni si passa alla produzione (pochi pezzi ben fatti!). Ogni pezzo viene tagliato singolarmente, per taglia o su misure personalizzate, poi cucito stirato ed etichettato.
I tempi sono difficili da determinare e sono senz’altro più lunghi di quelli della produzione industriale (ogni volta oltre che le sarte anche le macchine vanno tarate per tessuto e lavorazione) variano dai 40 minuti alle 3/4 ore esclusa la progettazione.
 
Così da piccola sartoria di riparazioni, impreziosendosi di tante collaborazioni, oggi L’Orlando Furioso continua ad esistere, accogliere le persone più fragili e proporre una linea donna, uomo e bambino che si plasma per le esigenze di chi incontra.
 
Francesca Mitolo