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Da Hoffman a Schwarzenegger di Claudio Spuri

Abbie Hoffman davanti alla sede del Congresso degli Stati Uniti
Abbie Hoffman viene fermato dai poliziotti davanti alla sede del Congresso degli Stati Uniti

Arrestato per una camicia

Il 5 ottobre del 1968 il pacifista e attivista Abbie Hoffman si trovava a Washington dove era stato chiamato a testimoniare sugli incidenti avvenuti qualche mese prima durante una manifestazione a Chicago e fu arrestato perché indossava una camicia con l’immagine della bandiera americana.
Hoffman si presentò davanti alla sede del Congresso degli Stati Uniti consapevole dell’effetto dirompente che avrebbe avuto il suo abbigliamento sia sulle forze dell’ordine sia sui media.
Aveva calcolato anche l’arresto che puntuale arrivò e alla fine venne accusato di oltraggio alla bandiera americana, processato e condannato.
In effetti il codice per l’utilizzo della bandiera pubblicato dall’organizzazione dei veterani delle Forze Militari statunitensi The American Legion, parla chiaro laddove ne vieta l’uso a scopo pubblicitario o come indumento. Non so con certezza se l’attuale versione e quella del 1968 siano le stesse ma è comunque interessante leggerne i punti, in particolare quelli dell’articolo 8 Respect for flag.
Abbie Hoffman sulla copertina di People del 1° maggio 1989
Abbie Hoffman sulla copertina di People del 1° maggio 1989

I padri fondatori in sua difesa

Sull’altro versante fu altrettanto singolare la difesa che Hoffman adottò durante il processo quando affermò che per il suo abbigliamento si era ispirato al dipinto del 1851 "Washington crossing the Delaware" del pittore Emanuel Leutze dove erano raffigurati George Washington insieme ad altri patrioti americani durante la rivoluzione del 1776 avvolti da una grande bandiera americana. A suo dire, condannarlo per oltraggio avrebbe dunque significato condannare gli stessi padri fondatori degli Stati Uniti d’America.
Una curiosità, il personaggio di Hoffman e la sua camicia americana vennero poi ripresi nella scena della manifestazione contro la guerra in Vietnam nel film Forrest Gump.
Arnold Schwarzenegger nel 1983
Schwarzenegger fotografato con due bandiere americane mentre indossa una maglietta con la bandiera americana

Da Hoffman a Schwarzenegger

Altra storia quindici anni più tardi per Arnold Schwarzenegger. Chiusa al tempo la sua attività di culturista e non ancora iniziata quella di politico, l’attore riuscì a coronare il suo sogno di diventare cittadino americano nell’ottobre del 1983, dopo essere arrivato negli Stati Uniti appena ventenne proprio nel 1968, un mese prima dell’arresto di Hoffman.
Quel giorno Schwarzenegger festeggiò l’evento in perfetto stile patriottico, circondato da due bandiere americane e indossandone un’altra in versione maglietta.
C’è una fotografia di quel festeggiamento che lo stesso attore ha diffuso on-line (qui facebook, twitter e instagram) in occasione delle elezioni presidenziali del 2012 accompagnandola con il messaggio: “Get out & vote. For bonus inspiration, here is a picture of one of my proudest moments, the day I became a citizen”.
Che dire! Quindici anni sembrano pochi ma a volte sono un’eternità, una macchina del tempo così potente da cambiare le regole del gioco di un’intera società.
Claudio Spuri (Il tatuaggio di stoffa)